mercoledì 20 maggio 2009
Mills di questi euros
questo post sta dentro:
avvocati,
berlusconi,
con kanjano,
corruzione,
mills,
processo,
satira,
vignette
lunedì 4 maggio 2009
IL PREMIER HA LA FEBBRE SUINA

Dopo il caso delle veline e delle minorenni anche la signora Berlusconi non può che prenderne atto: "Con lui in casa è un troiaio"
questo post sta dentro:
berlusconi,
febbre suina,
governo,
Miriam Raffaella Bartolini,
veline,
veronica lario
domenica 3 maggio 2009
KristoShiva, ovvero lode agli scalpellini medievali

Un particolare dei rilievi del portale del Tempio di San Fortunato a Todi.
La mia ignoranza mi fa apparire incredibile la somiglianza della figura a quelle di altre viste soprattutto in disegni posti ad ornamento dei templi induisti.
Da studiarci sopra.
questo post sta dentro:
foto,
hindu,
rilievi,
scalpellini medievali,
tempio di san fortunato,
todi
Ed eccone un altro che non disdegna la compagnia delle minorenni...
il mitico director Gianpiero Caldarella in una pregiata focacceria di Montemarcello mentre si trastulla con le mie figliolette
questo post sta dentro:
emme,
foto,
gianpiero caldarella,
viola e francesca
mercoledì 22 aprile 2009
I vizi di prima e seconda repubblica alla collettiva di satira [Stra]Vizi, a Napoli dal 30 maggio, credo
questo post sta dentro:
andreotti,
berlusconi,
carfagna,
con kanjano,
governo,
intercettazioni telefoniche,
licio gelli,
mafia,
p2,
pompini,
prima repubblica,
satira,
seconda repubblica,
stravizi,
vaticano,
vignette
lunedì 20 aprile 2009
lunedì 6 aprile 2009
venerdì 3 aprile 2009
Una storia stravista, quella del gangster con la bonazza, ma piace sempre...
questo post sta dentro:
carla bruni,
g20,
obama,
sarkozy,
satira,
vertice strasburgo
giovedì 2 aprile 2009
Un pesce d'aprile col femore in bocca
questo post sta dentro:
accordi libia,
berlusconi,
carrette del mare,
con kanjano,
diritti,
gheddafi,
lampedusa,
mediterraneo,
migranti,
morti annegati,
sarkozy,
satira,
stragi,
vignette
martedì 31 marzo 2009
Venezia: operai di Porto Marghera occupano Palazzo Grassi
Sono da poco trascorse le 17 quando alcuni operai dei cantieri di Porto Marghera si ritrovano a sorseggiare un caffè nel noto bar prossimo alla fermata dei mezzi pubblici, poco distante dall'imbocco del Ponte della Libertà.
Sarà che lì il caffè lo fanno da schifo e costa un euro, sarà che sono già partite le lettere di licenziamento per decine di loro, gli animi sono comunque surriscaldati. Il gruppo dei bengalesi inizia a sfottere quello dei moldavi, rei, a loro giudizio, di essersi svenduti ai padroni con turni di 23 ore e jus primae noctis per figlie e suocere. I moldavi, per tutta risposta, chiamano in causa i calabresi che, per la prima volta, si uniscono a siciliani e pugliesi riversando sulla comunità rumeno-senegalese quanto a loro addebitato. Questi ultimi non ci stanno e chiedono soccorso ai sindacalisti presenti, mossa che non porta ad alcun esito essendosi i delegati mescolati alla milizia padana che si ripulisce dal grasso delle macchine con fazzolettoni verdi. Qualcuno più ingenuo finge un accento sardo.
La situazione sta per precipitare quando Mario, posteggiatore di Piazzale Roma in pensione, al dodicesimo bianchetto schiaccia inavvertitamente un pulsante del tv 42''. Sullo schermo, dopo le ultime dichiarazioni del Trap su Cassano che, per un attimo, inchiodano l'attenzione e bloccano la rissa, scorre un titolo: Parigi. Pinault sequestrato dagli operai preoccupati per i licenziamenti.
Gli sguardi ardenti sostituiscono i pugni già sguainati, le gambe hanno un fremito e in massa gli operai si dirigono al primo bus appena fermatosi, scaraventano l'autista nella palude antistante il bar e si impossessano del mezzo. "TUTTI A PALAZZO GRASSI!!!", urla la moltitudine inferocita e rincuorata.
Ad onor di cronaca bisogna aggiungere che lo sfortunato dipendente dei trasporti veneziani ACTV non si accorge di nulla, avendo il volume delle cuffiette i-pod a un volume tale da aver già da tempo liquefatto l'ultimo potenziale neurone.
Il bus viene sparato sul longilineo percorso del Ponte della Libertà a tutto gas, senza peraltro che i già presenti passeggeri riportino fratture e traumi superiori alle media della menzionata linea. Arrivati al capolinea distante pochi metri dal nuovo Ponte Calatrava, fu dei Caduti, si impone tra gli operai una scelta: proseguire a piedi o con vaporetto? C'è chi vorrebbe tagliare da Dorsoduro, ma viene incatenato al cadavere di un cane barboncino morto soffocato nella usuale ressa di fronte alla biglietteria. Qualcuno sostiene che l'autobus potrebbe benissimo ascendere e discendere dal suddetto ponte costituzionale, ma reggerà?
Con un colpo di mano alcuni audaci proiettano il veicolo sul battello linea 1, visto che il 3, anche se fa tutte le fermate, è troppo piccolo. Una colletta che frutta un euro,sessanta toglie di mezzo il marinaio diciannovenne sbronzo il quale aveva provato a spiegare a modo suo che sull'imbarcazione non possono essere introdotti ingombri. Il controllore non trova nulla da eccepire avendo tutti gli operai regolare abbonamento elettronico i-mob, mentre una selva di applausi e ovazioni in lingua lagunare festeggia la fine di una cinquantina di turisti russi involontariamente rimasti a far da zeppa sotto le pesanti ruote della vettura arancione.
Dopo una rapida sosta effettuata alle slot-machine del Casino di San Marcuola e un'altra per far provvista di alcolici al Billa di Ca' D'oro, il mezzo acquatico viene perentoriamente orientato verso la fermata di San Samuele, porta di mare del Pinaultiano Palazzo Grassi.
L'autobus sfonda quindi le porte a vetri e viene parcheggiato davanti alla biglietteria interna dove una compitissima hostess ricorda agli avventori che la mostra Italics, Arte e Rivoluzione in Italia si è già conclusa da una decina di giorni e i magnaccia della cooperativa da cui è stata assunta non le pagano gli straordinari. Per di più la mostra non prevedeva una performance live per la quale i signori avrebbero dovuto in ogni caso rivolgersi ai citati magnaccia della non apertamente dichiarata, ma intuibile, cooperativa.
"Scusi signorina, ma non è questo il palazzo di quel fottutissimo miliardario che oggi è stato sequestrato in Francia? Noi siamo qui perchè siamo incazzati e ci resteremo fin quando non avremo precise assicurazioni sul nostro futuro lavorativo", esclama uno dei laureati in medicina iraniani presenti tra le fila degli operai rivoltosi. E aggiunge: "Chiami il sindaco Cacciari, chiami la stampa e le televisioni, il prefetto e i Batisto Coco, altrimenti..."
"Altrimenti?", chiede la sempre compitissima hostess col capello flesciato sulla spalla morbida.
"Altrimenti ce ne andiamo e torniamo al prossimo vernissage", risponde pronto uno dei sindacalisti uscito dall'ombra post-moderna di un lenzuolo verde.
"Ecco bravi", riprende la ineccepibilmente compitissima hostess, "tornate per la prossima mostra, che tanto sia voi che io saremo disoccupati e non avremo un cazzo da fare e in più" - aggiunge la comunque zelantemente compitissima hostess - "adesso mi avete proprio rotto i coglioni".
questo post sta dentro:
actv,
cacciari,
disoccupazione,
italics,
lavoro,
palazzo grassi occupato,
pinault,
scritture private,
venezia
Avviso agli amici
Avviso gli amici e le amiche che verranno a trovarmi che quel bellissimo insetto che vedranno (se sono fortunati) stazionare in bagno tra la trave di legno e la parete vicina alla doccia è una magnifica scutigera coleoptrata adulta, a dir poco meravigliosa con le sue 15 paia di zampette a raggiera. Chi la uccidesse paga un anno di affitto, siete avvisati.
questo post sta dentro:
amici,
casa mia,
insetti,
scolopendra,
scutigera
venerdì 27 marzo 2009
Berlusconi: i cassa integrati si diano al commercio (degli organi)
questo post sta dentro:
berlusconi,
cassa integrazione,
commercio,
commercio organi,
con kanjano,
disoccupazione,
lavoro,
satira,
vignette
mercoledì 25 marzo 2009
Brunetta prepara le sorprese per Lombardo, chissà cosa preparano i picciotti per Brunetta...
questo post sta dentro:
brunetta,
con kanjano,
disoccupazione,
mafia,
precari,
raffaele lombardo,
satira,
sicilia,
vignette
martedì 24 marzo 2009
sabato 21 marzo 2009
“Report” su Catania / Lettera pubblica al Prof. Barcellona

“Report” su Catania / Lettera pubblica al Prof. Barcellona
“Spesso alcune trasmissioni sono bombe mediatiche, che fanno terra bruciata e finiscono per servire, spero senza saperlo, i "padroni" che vorrebbero combattere.[…] Lasciamo la pericolosa strada delle crociate a senso unico, che, come dimostrano gli ultimi vent’anni di storia italiana, non serve a niente. Cerchiamo di ricordare che libertà e verità hanno bisogno vitale di confronti a viso aperto e di pluralismo sociale e istituzionale. Un’informazione deformata dall’insinuazione e dal sospetto generalizzato non aiuta a capire come stanno le cose.
Non scrivo certo queste cose per difendere Catania, la Sicilia, il Sud e le sue classi dirigenti, ma per evitare, come ho già scritto tante volte su questo stesso giornale, che, con il fondamentalismo delle condanne totali, aumentino la perdita d’iniziativa collettiva e l’impotenza dei singoli; per evitare che i cittadini catanesi si sentano già esuli nella propria terra”.
[ La Sicilia - 20marzo pag. 2 – firma: Pietro Barcellona ]
Caro Prof. Barcellona,
ho visto anch'io la puntata di Report sulla città di Catania, ne sono rimasto profondamente amareggiato: è durata troppo poco e ha toccato molti aspetti senza poter documentare in profondità l'argomento di volta in volta trattato.
Pur essendo ben informato su quasi tutti i fatti che venivano esposti, ho comunque provato una gioia infinita nell'immaginare che quei fatti potessero venire conosciuti al di là dello Stretto e che fossero diventati di dominio pubblico.
Adesso veniamo al motivo della mia lettera: il suo articolo sul giornale “La Sicilia” in data 20 Marzo 2008 dal titolo “ Il fondamentalismo d'inchiesta”.
Io non so dove ha scritto il suo articolo, ma so che l'ha scritto sapendo che sarebbe stato pubblicato su quel quotidiano e che sarebbe stato letto in tutti i bar della città.
Io invece le sto scrivendo da una stanzetta di due metri per due, in una casa piccola piccola nella zona Picanello, con il cane che per mancanza di spazio dorme sotto il mio letto. Le sto anche scrivendo dal Castello Ursino, dal Fortino e da tutti i posti dove ho vissuto come studente, laureato, precario, disoccupato.
Le scrivo infine dal Gebel, dove pubblicavamo l'Erroneo, un giornale on-line su cui sono piovute ben cinque querele per aver trattato argomenti come quelli messa in onda una settimana fa.
Come vede io non le ho ancora detto su quale giornale finirà questa lettera, nè da chi verrà letta, ma le ho fornito alcune indicazioni che potrebbero farle capire da dove viene il mio sdegno e la mia rabbia.
Io sono assolutamente cosciente del fatto che lei si è venduto al giornale “La Sicilia”.
Lei è un professore universitario di fama internazionale e non posso credere che lei non si sia accorto delle parole che usava: “fondamentalismo d'inchiesta”.
So bene che il titolo può essere stato una scelta redazionale ma questi termini sono contenuti nel suo articolo e comunque ne sintetizzano con efficacia una parte saliente.
Che lei scrivesse su un giornale che ha dimostrato dall'omicidio Alfano in poi la sua sostanziale complicità omertosa per i fatti di mafia e gli appalti truccati era già una scelta personale discutibile ma adesso la decenza è stata del tutto abbandonata.
Lei ha in buona sostanza difeso il potere forte della città, utilizzando delle frasi fatte che somigliano a quelle con cui Cuffaro stigmatizzava le critiche alla Sicilia.
Il vero stereotipo è infatti quello che lei ha alimentato con il suo articolo, quello che è stato costruito in questi anni dal centrodestra: minimizzare i problemi, non sollevare dubbi sulla legalità, non nominare i potenti, non intralciare il sistema di voto/scambio, difendere una pretesa immagine della Sicilia che vuole rinascere.
Lei ha dimostrato un basso livello culturale, scarsa capacità di analisi e di argomentazione, con l'aggravante che Lei non ha fatto nessun riferimento a Mario Ciancio Sanfilippo, citato al contrario dalla Gabanelli.
Questa mi sembra una grave mancanza di onestà intellettuale.
Lei non ha scusanti: non è un dipendente del giornale, non è sotto ricatto, non perde il lavoro, non poteva subire nulla. E immagino non sia stato costretto.
Lei scrive volontariamente su quel giornale, e volontariamente quindi l'ha difeso: probabilmente per una semplice “chiusura d'orizzonte” che la rende cieco a ciò che la circonda, alla città intera che soffre il dominio mafioso e clientelare, alle scuole che crollano, ai bambini di Librino; non si è accorto del danno che hanno fatto gli amministratori, del degrado che ormai si espande ovunque, del lavoro che manca.
Il problema è che lei ha una responsabilità, come docente universitario e come persona con un certo reddito: lei in tutti questi anni poteva finanziare un giornale indipendente, poteva partecipare ad una manifestazione sulla libertà di stampa, poteva almeno farsi una passeggiata a San Cristoforo.
Lei non ha fatto nulla di tutto questo, come i suoi colleghi.
Lei non ha protestato di certo per la tangente che l'Università versa a “La Sicilia”, nè si è preoccupato di parlare dei legami tra Scuto e Ciancio; non si è chiesto come mai fosse possibile, e se era giusto, che una lettera di un mafioso sotto 41bis venisse pubblicata sul giornale e con quale significato nel codice della comunicazione tra mafia e politica.
E adesso Lei critica una trasmissione televisiva con la scusa di voler difendere i giovani e l'entusiasmo? Con rispetto Le dico: io sono giovane e ho entusiasmo e non voglio che lei parli a nome mio per pulirsi la coscienza.
Se volesse dimostrare di aver fatto uno sbaglio senza rendersene conto ci sono molti posti dove poter riparare all'errore: provi in tutti quelle associazioni dove si costruisce la cittadinanza e si ama la vera cultura, provi a scrivere per quei giornali che coraggiosamente fanno inchieste a caro prezzo, si unisca alle proteste contro le riforme della scuola e dell'Università.
E se nessuno le apre, se nessuno la vuole, se non la ascoltano con la dovuta attenzione può sempre scendere in strada e parlare con le persone.
Ivan Tuzzolino
ex redazione Erroneo.org
Chiunque voglia invece esprimere una critica a questa lettera o la sua personale opinione può inviarmi una mail a: ivancerbero@gmail.com
questo post sta dentro:
catania,
ciancio san filippo,
erroneo,
gabanelli,
inchiesta,
ivan,
ivan tuzzolino,
la sicilia,
lettera aperta,
mafia,
pietro barcellona,
Rai,
Report,
sant'agata,
sigfrido ranucci
mercoledì 18 marzo 2009
L'Estate di Michele
“L'Estate di Michele” è un fumetto in 48 tavole che racconta la vita e le esperienze di un gruppo di ragazzi che trascorrono un'estate insieme in Sicilia. Il tema è quello del lavoro e dello sfruttamento minorile, strettamente connesso alle problematiche dell'abbandono scolastico.
Il libro, commissionato a Sergio Staino, ha avuto il patrocinio di alcune istituzioni quali la Regione Toscana, la Provincia di Pisa, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL-ILO), le quali hanno dato vita al progetto “Scream”, rivolto agli studenti delle scuole pisane, con l'obiettivo di sensibilizzare e coivolgere i ragazzi nelle tematiche riguardanti la violenza sui minori.
“L'Estate di Michele” è stato ideato da Sergio Staino, scritto da Gianluca Ferro e disegnato da Giuliano Cangiano. Il lavoro è stato presentato durante un incontro con gli studenti nei locali della Provincia di Pisa il 16 marzo 2009.
www.sergiostaino.it
www.kanjano.org
http://www.scream.pisa.it
"Sciauriate" il libro in attesa di leggerlo
Video 1: la presentazione di Sergio Staino
Video 2: I discutibili interventi di Giuliano Cangiano e Gianluca Ferro
Video 3: Gli interventi dei ragazzi delle scuole di Pisa (gente molto, molto in gamba)
Video 4: Sergio Staino a proposito di insegnamento scolastico e fumetti
Video 5: Una domanda precisa su comunicazione e censura, una risposta breve sulla nostra esperienza
questo post sta dentro:
abbandono scolastico,
fumetti,
gianluca ferro,
graphic novel,
kanjano,
lavoro minorile,
organizzazione internazionale del lavoro,
provincia di pisa,
regione toscana,
sfruttamento minori,
staino
martedì 10 marzo 2009
Via libera alla realizzazione del ponte sulla Salerno - Reggio Calabria...

e alla ultimazione dell'autostrada Messina - Villa San Giovanni, non saranno quattro squafide balene ad arrestare il progresso.
firmato:
M.M. Denaro
S. Berlusconi
questo post sta dentro:
berlusconi,
lega nord,
mafia,
ponte sullo stretto di messina,
raffaele lombardo,
salerno - reggio calabria
sabato 28 febbraio 2009
questo post sta dentro:
con kanjano,
giustizia,
mafia,
Salvatore Totò Cuffaro,
Udc
Iscriviti a:
Post (Atom)



















