Ce l'ha prescritto il medico: una settimana sì e una no finite su Il Giornale. Che schifo dottore!!! Io sarei allergico, non posso sostituirlo con un giornaletto più leggibile, tipo quelli... ci siamo capiti. No, dice il dottore, la medicina è amara putrida e non fa guarire ma è obbligatoria.Grazie dottore. Le auguro Il Foglio a lei e a tutta la sua famiglia.
Ecco in seconda pagina del 26 febbraio 2008 come sproloquiava un tale Mario Giordano, fine uomo di lettere.
"Credergli è così difficile che persino sull’Unità, il giornale a lui più vicino, è uscita una vignetta che prende in giro il suo slogan elettorale. Veltroni dice: «Non pensate a quale partito, pensate a quale Paese». E un italiano con le valigie in mano commenta: «Infatti: ho già fatto il biglietto». Ma a noi resta un dubbio: quello che doveva andarsene non era lui?Ma sicuro: l'Africa, il Terzo Mondo, i bambini che muoiono di fame. Perché «non bisogna fare politica a vita, bisogna continuare a fare le cose nelle quali si crede». Il suo amico, il cantante De Gregori, gli dedicò anche una canzone per invitarlo ad andarsene: «Pezzi di emozione che non si interrompe... gira i tacchi e vai in Africa, Celestino». E invece Celestino Veltroni è ancora qui. Nel Terzo Mondo ci ha mandato Fassino. Lui, invece, si è candidato. Siccome la sua esperienza politica era conclusa, come disse due anni fa, ora vuole diventare presidente del Consiglio. Ha pure presentato un programma, e dice che bisogna aver fiducia, perché lui fa sempre quello che dice. Eccome no: chi è che non ci crede? Noi infatti gli crediamo tanto, noi crediamo a tutto. A proposito: sapete dirci quando arriva Babbo Natale? "











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